Come rivestire un pavimento esistente: le 5 alternative tra cui scegliere facilmente

Come rinnovare il pavimento senza rimuoverlo? Ecco le alternative moderne e pratiche con prezzi, vantaggi e consigli per ogni ambiente della casa.

rivestire-pavimento-esistente

Quanto costa in tempo e soldi rifare completamente pavimento?

 

 

Rifare completamente il pavimento di casa è tra i lavori di ristrutturazione più temuti: richiede tempo, comporta costi importanti e crea disagi in tutta l’abitazione. Spesso è difficile trovare la motivazione per affrontarlo, a meno che non ci sia un’urgenza reale o una ristrutturazione completa in corso.

Ma oggi le cose sono cambiate. Grazie ai nuovi materiali sottili e tecnologie di posa avanzate, puoi rivestire un pavimento esistente senza demolirlo, risparmiando tempo, denaro e fatica.

 

 

È possibile posare un nuovo pavimento sopra quello vecchio in modo rapido e pulito, senza smantellare le piastrelle, evitando calcinacci e abbattendo i tempi di cantiere. In pratica, puoi dare nuova vita agli spazi con un intervento poco invasivo ma di grande impatto estetico.

Che tu stia ristrutturando il bagno, rinnovando la zona giorno o aggiornando una seconda casa, troverai qui tutte le informazioni utili per scegliere la soluzione giusta in modo semplice, efficace e consapevole.

 

Corridoio con pareti bianche e rivestire un pavimento esistente con il laminato

Rivestire un pavimento esistente con la resistenza del laminato HDF

Il laminato HDF (High Density Fiberboard) è sicuramente uno dei materiali più conosciuti del campo, grazie alle sue caratteristiche di resistenza e facilità di posa. E’ stato uno dei primi materiali a vedere la luce, per quanto riguarda la posa su pavimenti già esistenti.

HDF in italiano si traduce con pannello di fibre ad alta densità, ed è simile all’MDF. I pannelli HDF (e quindi anche i laminati) sono composti di fibre di legno e resine, sottoposte a forte pressione e calore. Di solito è la parte centrale del laminato ad essere composta da questi materiali. Viene poi ricoperto da uno strato decorativo e da uno strato protettivo trasparente. 

Dalla sua ha il vantaggio di riprodurre molto fedelmente un parquet: infatti più lo spessore del laminato aumenta, maggiore è la fedeltà nella riproduzione della trama.

Prima di posare qualsiasi rivestimento, occorre sgrassare il pavimento esistente (o carteggiarlo se è legno) e verificarne la planarità.

    • di solito formato da 4 strati: carta di controbilanciatura, pannello di fibre di legno e resine ad alta densità (da supporto e stabilità), una carta stampata che riproduce l’effetto del legno e la pellicola protettiva che da durezza e resistenza.
    • La posa di solito è flottante: i listoni sono dotati di alette che permettono l’incastro di un elemento con l’altro, senza dover incollare nulla al pavimento esistente (previa interposizione di una guaina isolante)
    • lo spessore del laminato non scende sotto i 7 mm. Per questo motivo sarà necessario limare porte e finestre per garantire una corretta apertura e chiusura dei serramenti
    • esistono differenti tipi di laminati con diverse resistente al calpestio e all’usura. Sii sicuro di scegliere quello adatto al tuo utilizzo
    • per la posa in ambienti umidi verificare di scegliere un laminato adatto allo scopo. Non tutti infatti sono adatti.
    • il rapporto qualità/prezzo è molto buono: si può aggirare intorno ai 10‑18 €/m².
    • per evitare fastidiosi rumori quando ci si cammina sopra è indispensabile il materassino acustico

Rivestire usando la flessibilità dei pavimenti SPC / LVT flottanti (4‑6 mm)

Se il laminato ha uno spessore troppo elevato per te, che sei alla ricerca di qualcosa di più flessibile, allora il vinilico (LVT) o l’SPC sono la scelta giusta.

Qual è la differenza tra LVT e SPC però? LVT (Luxury Vinyl Tyle) è praticamente un vinilico, ma si differenzia dai pavimenti in PVC per il loro aspetto di alta qualità e per le maggiori prestazioni. 

Gli SPC sono un’evoluzione dei pavimenti in PVC per la loro composizione; il cuore dei pavimenti (lo strato intermedio) in SPC è dato da polimeri e polvere di pietra (al 75%), da cui l’acronimo Stone Polymer Composite. 

 Vediamo nel dettaglio le caratteristiche di uno e dell’altro. Gli LVT

  • sono una sottile lamina di PVC di spessore che varia tra 2 / 4 mm (in base alla posa) e ti permette di posare velocemente, lasciando intatto tutto il resto.
  • i listoni si tagliano con un cutter, rendendo possibile la stesura del nuovo pavimento anche senza l’ausilio di personale specifico
  • se il fondo è regolare è possibile anche installarli autonomamente, altrimenti su fondi irregolari si potrebbero creare fughe abbastanza importanti, che necessiterebbero di essere stuccate 
  • la posa può essere flottante (come nel laminato) con posa della guaina isolante prima, oppure adesiva. In questo secondo caso è necessario dare un fondo fissativo aggrappante (o un sotto-pavimento).
  • a differenza del laminato è sempre resistente all’umidità ed indeformabile, per cui adatto agli ambienti umidi (sempre prestando attenzione alle fughe, gli unici punti in cui l’acqua può infiltrarsi)
  • hanno un tappetino integrato in sughero che attutisce il rumore
  • si tratta di un pavimento ecologico perché riciclabile al 100%
  • temono gli sbalzi termici forti diretti 
  • il costo varia tra i 15‑30 €/m² secondo spessore e finitura

Gli SPC: 

  • lo strato protettivo di cui sono dotati li rende molto resistenti ad urti, graffi e prodotti chimici, il ché li rende molto adatti anche ad ambienti ad alto traffico 
  • hanno uno spessore che varia dai 4 ai 5,5 mm 
  • sono estremamente facili da pulire e mantenere, usando detergenti neutri e panni morbidi
  • come gli LVT sono impermeabili e quindi perfetti per bagni e cucine (o zone umide in generale) 
  • la posa è generalmente flottante, per cui senza necessità di usare colla 
  • non sono sensibili agli sbalzi termici e quindi difficilmente deformabili 
  • possono risultare duri e freddi al tatto rispetto ad altri materiali
  • se il fondo non è perfettamente livellato potrebbero esserci anche problemi di posa e livellamento 
  • il costo oscilla tra i 26-45 €/m²
  •  potrebbe risultare rumoroso al calpestio, così come accade per altri pavimenti con posa flottante

Rivestire con la monoliticità della resina epossidica / polimerica 

La resina è un materiale che ha preso largamente piede nell’ambito degli interni, principalmente per lo spessore ridotto e la sua posa continua senza fughe.

E’ un derivato del petrolio e come tale non ha un aspetto naturale e materico, ma piuttosto plastico. Esiste in un numero infinito di colori e sfumature, in finitura lucida od opaca: praticamente perfetta per ogni stile.

    • è un materiale fotosensibile, per cui tende ad ingiallire e cambiare colore nel tempo. Le formulazioni poliuretaniche anti‑UV 2024‑25 riducono l’ingiallimento, ma è bene evitare tappeti che “sigillano” la superficie.
    • ha uno spessore di 2-4 mm 
    • è sensibile a a graffi e macchie di solventi (olio, acidi)
    • è atossica quindi perfetta per ambienti come la cucina
    • è senza fughe dall’aspetto monolitico. La facilità di pulizia e manutenzione è assicurata
    • esiste la versione autolivellante della resina che si “autolivella” garantendo una superficie liscia ed omogenea. Per questa sua caratteristica può essere applicata solo su superfici orizzontali. 
    • la versione spatolata viene applicata per mezzo di una spatola e formulata per non colare. Questo tipo di resina è adatta anche ad applicazioni su superfici verticali
    • La resina viene posata a colata unica quindi se si dovesse rovinare richiederebbe una nuova posatura su tutta la superficie. In caso di posa su pavimenti esistenti è fondamentale controllare lo stato del rivestimento esistente. L’umidità del fondo e le irregolarità potrebbero causarne fessurazioni.
    • è possibile scegliere tra tantissimi colori RAL, effetti spatolati o nuvolati
    • il costo varia dai 40‑90 €/m² a seconda del ciclo epossidico o spatolato

Rivestire un pavimento esistente con la matericità del micro-cemento

Ti piace l’idea del pavimento continuo senza fughe, ma il pensiero di avere in casa un materiale derivato del petrolio non ti convince. Il micro-cemento fa per te allora.

Il microcemento infatti è composto da un polimero liquido più una miscela cementizia, quindi materiali naturali. Proprio questo dettaglio lo rende più materico e perfettamente somigliante al calcestruzzo.

    • è perfetto per rivestire superfici verticali o orizzontali (pareti in cartongesso, camini, cucina, doccia..). Questo grazie al suo ridotto spessore e l’elevata aderenza. Si usa anche molto sulle scale per dare un aspetto monolitico.  
    • esiste in una vasta gamma di finiture e non ingiallisce né cambia colore. Ha un aspetto molto materico, più caldo rispetto alla resina.
    • è resistente agli agenti atmosferici, per cui puoi posarlo anche all’esterno
    • la posa è un punto delicato, data la non facile maneggevolezza del materiale. Occorre protocollare il primer, la rete e la finitura poliuretanica.
    • Ha micro‑cavillature fisiologiche: serve manutenzione con cere protettive.

    • è un materiale resistente agli urti e alle sollecitazioni, ma se l’ambiente in cui si posa è molto soggetto a calpestio ed urti, è meglio valutare attentamente. Una volta danneggiato infatti, non si può riparare, ma va rifatta la posa.

    • Il costo è importante: varia dai 50‑120 €/m² (30 €/m² solo materiale)

La resistenza del gres porcellanato ultrasottile

Sei un amante dei materiali classici come il gres?

Ti do una buona notizia: esiste anche il gres da 3mm, perfetto per rivestire un pavimento che hai, senza dover demolire tutto. In questo modo coniugherai la resistenza del gres alle mille decorazioni che ti permette di avere: effetto marmo, effetto legno…

Ovviamente prima di posarlo è sempre d’obbligo verificare lo stato del pavimento esistente: deve essere solido e ben ancorato al sottofondo, asciutto e senza danni.

    • di solito è disponibile in anche grandi formati che permettono differenti tipi di risultati. Va maneggiato con cura però, per evitare di rompere le lastre durante la movimentazione.
    • è sottile e leggero e posato su pavimenti esistente permette di non dover modificare i serramenti esistenti
    • è estremante flessibile e resistente, perché rinforzato con la fibra di vetro. Ha una resistenza a graffi e urti paragonabile al gres tradizionale. 
    • la superficie igienica ed è compatibile con il riscaldamento a pavimento. La conducibilità termica è simile al gres classico, lo spessore ridotto riduce l’inerzia.
    • prima di posare le piastrelle è necessario sgrassare il pavimento esistente e passare un primer. L’operazione di posa è delicata, per cui se non hai dimestichezza meglio affidarsi una persona esperta. 
    • I costi variano da 20 €/m² in stock outlet a 45 €/m² per collezioni premium

Scegliere il giusto rivestimento valutando i costi dei pavimenti sovrapposti

Ora che abbiamo fatto una panoramica sui migliori materiali per sovrapporre un pavimento, è anche giusto avere una panoramica dei costi e di quale materiale sia meglio scegliere anche in base alle abitudini di vita.

Ho fatto delle tabelle per riassumere i costi e le migliori applicazioni dei vari materiali in base alle funzioni delle stanze, ma anche in base alla difficoltà di posa: 

E’ chiaro quindi che il costo da solo non è un corretto elemento di scelta, ma va accompagnato con altre valutazioni. Se ad esempio devi rivestire un pavimento esistente in una casa umida e molto frequentata, forse è il caso di valutare un gres o un SPC. 

Soprattutto se vuoi stare tranquillo a livello di possibili macchie, crepe o fessurazioni. 

Facciamo un esempio pratico: abiti in una casa a Milano, sui Navigli. Sicuramente si tratterà di un appartamento abbastanza datato, con piastrelle rovinate. Però il budget è abbastanza limitato e  non puoi permetterti di lasciare casa una settimana, per far cambiare tutto il pavimento. 

Ecco che in questo caso la scelta di sovrapporre un pavimento di nuova generazione ad uno esistente si può rivelare la scelta migliore a livello di costi e tempistiche. Ipotizziamo che si tratti di circa 60 mq di pavimento, scegliendo un SPC flottante effetto rovere, con un costo di circa € 23 al mq, abbiamo un costo totale di € 1400. Con un 1 giorno di posa ed eviteremmo macerie, costi di posa e rimozione e soprattutto il dover smontare casa per una settimana. 

 

Rivestire un pavimento esistente: conclusioni e prossimi passi

Come hai visto in questo post, rivestire un pavimento esistente è una scelta di cui tenere conto per una questione economica principalmente, ma anche per risparmiare tempo e fatica in contesti in cui non è proprio attuabile la rimozione di un pavimento esistente. E’ anche utile a livello di rifiuti: non rimuovendo un pavimento esistente produciamo meno rifiuti, rinnovando in modo funzionale ed estetico le nostre case. 

Le novità a livello di materiali sono sempre di più: ci sono i gres con effetti tridimensionali e superfici tattili su gres slim, con micro‑rilievi inchiostrati digitalmente. Ci sono gli SPC con gli inserti in sughero incorporato per un isolamento acustico professionale; c’è il microcemento a pigmentazione naturale (ossidi di ferro, terre rare) per nuance calde terra‑cotta. Ci sono le resine bio-based, derivate da oli vegetali e con emissioni VOC quasi nulle. 

A questo punto non ti resta che valutare alcuni punti: lo stato del tuo pavimento esistente, verificandone planarità e adesione. La destinazione d’uso: devi rivestire ambienti umidi, con tanto traffico di passaggio? Che estetica vuoi? Che budget e tempi hai? 

Se però hai ancora dubbi sul tipo di rivestimento che fa per te, contattami per una consulenza d’interni personalizzata: insieme trasformeremo i tuoi spazi senza demolizioni!

Setup a Free Design or Build Consultation

Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab.